Le Bambole di Porcellana



A metà dell'Ottocento gli artigiani produttori di bambole furono colpiti dalla porcellana cinese, un materiale che una volta lavorato consentiva di ottennere effetti realistici piuttosto notevoli; esistono bambole realizzate con tre tipi di porcellana, una è quella chiamata Bone China (smaltata), l'altra è detta Parian (porcellana bianca non smaltata), e l'altra ancora Biscuit (non smaltata e colorata).

Pare che in Cina la porcellana fosse nota fin dal 200 a.C. e che i Cinesi fossero abilissimi nella sua decorazione; venne conosciuta nel IX secolo in Asia Minore e passò ben presto in Europa dove i navigatori olandesi la introdussero in larga scala. L'uso del caolino provato dal chimico Bottger in Sassonia ha consentito di rendere più dura la porcellana.

Le bambole in porcellana China cominciarono a essere prodotte a metà dell'Ottocento e la loro peculiarità è quella di essere lucente e liscia grazie a una particolare smaltatura con una vetrina a base di piombo. Vennero presto sostituite con quelle Parian, dal materiale molto simile al marmo non a caso il termine deriva da "Paros", un'isola greca nota per il suo marmo di color avorio; da questo tipo di materiale si originano le tipiche bambole dalle guance rosee, dagli occhi dipinti o in vetro e dalle acconciature elaborate.

Con il progredire delle tecniche di lavorazione, i produttori si accorsero dell'esistenza di un materiale più adatto alla realizzazione di tali oggetti: si trattava della cosiddetta porcellana Biscuit che nacque intorno al 1860 nei laboratori di esimi artisti francesi e tedeschi. Prevede cotture a circa 1300° e si presenta bianca, opaca e dura; tra la fine del XVIII secolo e la metà del XIX secolo il Biscuit divenne un tpo di porcellana dalla qualità eccellente.